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La domus del caduceo

La casa si apre sul decumano, subito a valle dell’Acropoli Minore con una fronte di 60 piedi al cui centro è la porta d’ingresso. A pianta rettangolare, si dispone su due terrazze, la prima, allo stesso livello della via, accoglie le stanze di alloggio organizzate intorno ad un atrio centrale, la seconda, più a valle, ospita degli ambienti di servizio. La casa rientra in schemi largamente diffusi soprattutto nell’ambito del II secolo a.C., la sua pianta trova, infatti, l’ingresso della casa (ambiente a), come di consueto, suddiviso in due parti, il vestibulum (ambiente a.1) e le fauces (ambiente a.2), distinte dalla soglia d’ingresso (limen).

Mappa Struttura DomusIl vestibulum consiste in un piccolo spazio aperto che precede la porta d’ingresso ed immette con un gradino dalla strada all’ingresso. Questo vano, di cui si conserva la pavimentazione in blocchi di calcare locale e i due sedili esterni posti ai lati di esso, forse riparati da una tettoia, fungeva da “sala di attesa” per i clientes che ogni mattina attendevano il padrone di casa per la salutatio matutina.

Attraverso la soglia d’ingresso, che conserva ancora i fori per cardini, la cui disposizione suggerisce l’apertura del portone verso l’interno, si raggiunge uno stretto e breve corridoio (fauces).

Le fauces pavimentate con un battuto in tufo verde, introducono, senza alcun elemento di delimitazione, direttamente nella corte scoperta (atrium): fulcro dell’organizzazione della casa.

L’atrio, coperto parzialmente dal tetto in legno rivestito di tegole e inclinato verso l’interno (compluvio), presenta un’apertura alla quale corrispondeva la vasca di un bacino, l’impluvium, che serviva a raccogliere l’acqua piovana in una cisterna sottostante.

Sull’atrio, fonte di aria e di luce, si aprono le diverse stanze della casa: sul lato orientale da un vano di forma quadrata (ambiente b), pavimentato con un battuto di calce bianca era possibile accedere internamente alla stanza attigua (ambiente d) attraverso uno stretto passaggio; l’assenza, in questo punto, di una soglia lascia ipotizzare l’uso di una semplice tenda per separare i due ambienti che potremmo considerare di servizio, probabilmente la cucina con annessa dispensa.

L’ambiente d, con accesso dall’atrio presenta una soglia monolitica in calcare locale. Questo vano risulta essere di notevoli dimensioni rispetto alle altre stanze della casa: tale peculiarità ha permesso di ipotizzare che l’ambiente d, in origine distinto in due celle quadrate, in seguito, venne unito conservando la funzione domestica; tale ipotesi sembra avvalorata da un rialzamento ben visibile al centro del vano.

Del pavimento di questo ambiente, in battuto di calce bianca, restano solo poche tracce, mentre è ben conservata la preparazione costituita da uno strato di blocchetti di calcare di varie dimensioni. Ben conservato è, invece, il pavimento in cocciopesto dell’ambiente attiguo, una piccola stanza da letto (cubiculum) (ambiente e).

Ai lati estremi dell’atrio si dispongono due stanze aperte (alae) (ambienti g e h), opposte fra loro, omologhe per dimensioni e forma, con analoga pavimentazione in cocciopesto con scaglie policrome. Lungo i muri perimetrali dell’ambiente g, ala orientale, sono ancora visibili lacerti di intonaco di colore bianco. La pavimentazione è ben conservata nell’ambiente h ed è solo ricostruibile nell’ambiente g. L’analisi delle strutture ha evidenziato, inoltre, in prossimità degli angoli esterni di questo ambiente, due incavi di forma circolare che proponiamo come due colonne a sostegno della piattabanda.

Attraverso l’ala orientale, una grande soglia in calcare, introduce ad un’ampia stanza, ambiente m, caratterizzata, sul fondo, da una sorta di bancone posto ad una quota superiore rispetto alla soglia d’ingresso, indistinto dal pavimento in scaglie di calcare con tessere scure disposte per filari. Sulla parete occidentale di questa stanza si conserva una parte dell’intonaco, di colore probabilmente turchese, mentre ne restano solo rari residui su quella orientale. In prosecuzione con il probabile bancone si apre un ulteriore ambiente (ambiente q), del quale, a causa del crollo della volta del vano sottostante (ambiente r), resta solo una piccola parte del settore orientale con la pavimentazione in cocciopesto.

Sul fondo della domus vi era un vano completamente aperto (tablinum) che fungeva da stanza da pranzo, soprattutto durante il periodo estivo (ambiente p).

Nel settore occidentale della casa oltre all’ambiente o, aperto sull’ala, vi è il vano scala per accedere alla terrazza inferiore (ambiente n); della scala si conservano solo i primi tre gradini. Gli altri ambienti di questo lato della domus presentano pavimentazioni in cocciopesto finemente decorate, degne di nota, che ne lasciano intuire le funzioni di rappresentanza. Di fianco all’ingresso si apre un’ampia stanza da letto distinta in due settori (ambiente c): un piccolo vano, di forma quadrata, pavimentato con un rosone centrale e un tappeto con decorazione a meandri che introduce al vano vero e proprio, di forma quadrata, nel quale la decorazione prosegue con semplici rombi. L’ambiente attiguo (ambiente l), non pavimentato, troppo ampio per accogliere una scala, potrebbe forse essere stato destinato a rimessaggio o stabula. Segue una piccola stanza da letto (ambiente f) di cui resta ben conservato il pavimento, in cocciopesto: un riquadro con caduceo centrale, da cui deriva il nome della casa, e quattro delfini in posizione angolare, incorniciati da un motivo a meandro; segue, sul fondo, un semplice tappeto a rombi.

Al centro dell’atrio, come già accennato è l’impluvium, un’ampia vasca in calcare, sotto la quale era la cisterna. Due canalette in tufo, di cui una conduce l’acqua direttamente nella cisterna, l’altra sembrerebbe condurre l’acqua verso la terrazza inferiore. Un’altra conduttura in tufo, consentiva il deflusso di parte dell’acqua raccolta, in un pozzo di servizio. L’acqua in eccedenza veniva poi scaricata nella fogna, posta sotto la strada, attraverso un foro di troppopieno praticato al bordo del pozzo, tramite una conduttura in tufo, scoperta lungo tutto il suo percorso sino alla soglia di ingresso della domus.

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