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Comune di NormaComune di Norma

Le fonti antiche tramandano che Norba fu fondata per costituire una roccaforte nel territorio pontino all’inizio del V secolo a.C.: esigenza alla quale appare rispondere in pieno il pianoro sul quale sorge la città, che si eleva a picco sulla pianura Pontina, che domina dall’alto.

Le stesse fonti antiche con incisività restituiscono la fine della città nell’81 a.C. Norba, che nella lotta tra Mario e Silla aveva abbracciato il partito mariano, dopo la conquista di Praeneste (Palestrina) fu presa per tradimento da Emilio Lepido luogotenente di Silla. Sappiamo dal drammatico raccolto di Appiano che, i suoi abitanti, piuttosto che cadere nelle mani del nemico, preferirono uccidersi l’un l’altro ed appiccare il fuoco alle loro case. Un vento forte favorì la diffusione delle fiamme e l’incendio fu tanto violento che le truppe di Silla non poterono ricavare alcun bottino.

Foto AereaLe indagini di scavo effettuate all’inizio del Novecento, le ricerche topografiche condotte negli ultimi quindici anni, oltre a definire la forma urbana sono valse a individuare e ricostruire i principali complessi pubblici e alcuni quartieri residenziali di Norba.

Il pianoro sul quale sorge la città, naturalmente munito, fu rafforzato con la costruzione di possenti mura, che racchiudono un’area di oltre 38 ettari. Le mura, costruite con grandi blocchi calcarei disposti a secco, nella tecnica che viene detta comunemente opera poligonale, per l’imponenza e l’eccezionale conservazione sono tra le più famose dell’Italia antica.

Lungo il circuito delle mura si aprono in punti strategici 4 porte dette porta Maggiore, porta Ninfina, porta Serrone di Bove, porta Signina e numerose piccole porte di fiancheggiamento.

All’interno delle mura, il pianoro appare scandito da una serie di terrazzi realizzati in opera poligonale che, regolarizzando i rilievi, dovevano conferire alla città un aspetto altamente scenografico e qualificavano l’edilizia cittadina. Nell’ambito della città si distinguono poi due balze più pronunciate, che accolgono complessi sacri chiamate convenzionalmente Acropoli Maggiore e Acropoli Minore. Un altro punto focale della maglia urbana è costituito dal complesso del Santuario di Giunone, con il tempio ed un ampio portico contiguo.

Come appare chiaramente dalle foto aeree tutta l’area urbana mostra un impianto ortogonale, scandito da assi disposti in senso SE-NO e NE-SO. Si riconosce in particolare una via (decumano)che attraversava tutta la città, attestandosi da un lato sulla monumentale gradinata che sale all’Acropoli Minore, dall’altro su una delle porte della città, Porta Serrone di Bove. Il suo tracciato è stato in larga parte portato in luce e per il rimanente percorso si restituisce con evidenza in base alle tracce leggibili sulle foto aeree: lastricata con basoli di pietra calcarea è accompagnata sui lati da marciapiedi pavimentati con basoli o grandi lastre di calcare e in cocciopesto.

Su questa strada prospettava, quasi al centro della città, un grandioso complesso termale, in opera incerta, che è da annoverare tra gli ultimi grandi interventi edilizi realizzati prima della distruzione di Norba, nell’81 a.C.

A monte della strada, l’impianto è scandito da una serie di terrazzi in opera poligonale, che assumono un aspetto particolarmente monumentale per i dislivelli che vengono a regolarizzare. Uno di questi terrazzi, il più ampio, posto subito a valle dell’Acropoli Maggiore, si impone su tutta l’area urbana: doveva presumibilmente accogliere il Foro della città antica.

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