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Comune di NormaComune di Norma

Solitamente nell’organizzazione della casa e soprattutto nella sua decorazione il proprietario tendeva a esprimere la sua posizione, aspirazioni e l'immagine di sé che voleva proporre: è pertanto da soffermarsi con attenzione su quegli elementi che possano aver risposto a tali fini.

Le due case nella loro strutturazione e organizzazione si inseriscono nelle esperienze medio repubblicane: ciò dimostra come i proprietari si propongano, sotto questo aspetto, pienamente partecipi di scelte e cultura architettonica del tempo.

Più articolata si prospetta l’analisi per quanto riguarda l’apparato decorativo della domus del caduceo. Accanto a motivi largamente diffusi che appaiono utilizzati nella domus, appare anche la rappresentazione del caduceo, veramente insolita nell’ambito del repertorio decorativo medio-repubblicano, così che viene da chiedersi se non fosse funzionale ad esprimere la distinzione sociale del proprietario.

Volendo percorrere questa via, molteplici sono le valenze che potremmo richiamare e che potrebbero tra loro anche intrecciarsi.

Come osservato, in epoca medio repubblicana il caduceo appare raramente a decorare i pavimenti di cocciopesto, e quando appare si riscontra associato con il cosiddetto segno di Tanit divinità punica). Il richiamo che tale associazione propone all’ambiente punico, potrebbe assumere un particolare significato nel caso di Norba, se consideriamo come la città, alla fine della seconda guerra punica, sia stata uno dei luoghi scelti dal Senato come residenza degli ostaggi cartaginesi.

Questa massiccia presenza agli inizi del II secolo a.C. a Norba di personaggi appartenenti all’élite sociale di Cartagine potrebbe avere giocato non solo un ruolo meramente passivo, ma anche avere contribuito, attraverso il contatto di esperienze diverse, a fare maturare peculiari scelte culturali. In questa ottica potrebbe essere vista l’adozione del caduceo quale elemento decorativo del pavimento della domus.

Altre considerazioni possono rimandare a chiavi di lettura diverse. E’ da richiamare infatti come il caduceo appaia attributo inseparabile di Hermes-Mercurio, con ampia e antica diffusione fin dalle prime raffigurazioni del dio. Nel mondo romano come simbolo di pace viene recato dai personaggi inviati a trattarla, i quali proprio dal caduceo traevano il nome di caduceatores: essendo questi personaggi, in virtù della loro funzione, considerati sacri, il caduceo stesso veniva ad esprimere un senso di sacralità. Il significato del caduceo tuttavia non appare legato solo a Mercurio, ma come simbolo di prosperità e pace è associato agli araldi e, in epoca imperiale, appare sul verso delle monete, a sostituire come simbolo del Senato la formula Senatus consulto.

A queste valenze potrebbe essersi voluto richiamare il proprietario della domus, esprimendo così con il caduceo un richiamo a particolari funzioni o compiti assolti.

Un ruolo peculiare e di prestigio svolto dal proprietario della domus potrebbe d’altronde essere indicato dalla stessa posizione topografica della sua casa, immediatamente contigua ad una delle principali aree sacre della città.

Anche se è impossibile passare da queste considerazioni a identificare il proprietario, i sia pur scarsi elementi disponibili consentono di considerare praticabile l’ipotesi che la domus sia appartenuta ad un personaggio che avesse rivestito particolari funzioni pubbliche. Fonti e documentazione epigrafica indicano infatti come anche a Norba non siano mancati cittadini che giocarono un ruolo nello Stato romano, sia pur in epoca successiva a quella a cui riteniamo sia da riferire la realizzazione della domus.

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